
Ho cambiato titolo al blog. °.°

Giusto un salutino e un mio disegnino per dire che sono ancora viva...
“Come ragionano i morti, Mirtina?”
“Come in un megatrip”

Ed è proprio come al risultato di un megatrip che mi viene da pensare dopo la lettura di “Non mi uccidere” di Chiara Palazzolo. Catalogato come thriller, in realtà si tratta del primo horror italiano pubblicato da una casa editrice importante quale la Piemme.
Primo libro di una trilogia, presenta una trama alquanto semplice, per non dire scontata. La protagonista, morta per overdose con il suo ragazzo, torna alla vita in qualità di creatura sovrannaturale: un misto tra uno zombie, un vampiro e un cannibale. Il tutto nella speranza di portare a compimento la promessa fatta al suo amore: ritrovarsi con lui anche dopo la morte.
Impostato come una sorta di dialogo interiore, il volume ci narra dunque le vicende della giovane protagonista, in un tumulto di ricordi e visioni che ricompaiono infinite volte, in un tripudio di immagini sempre uguali a distanza di poche pagine, se non righe.
Parole che si susseguono, spesso risultando completamente prive di un nesso logico che, seppur riflettono perfettamente l’idea del “flash”, del “trip mentale”, finiscono col creare confusione e fastidio. Come quell’ Alwa Schreisch che viene nominato a metà libro e diviene una sorta di intercalare ingiustificato, che spunta fuori qua e là all’interno di discorsi con cui non ha niente a che vedere, per non citare l’infinità di personaggi che nell’immaginario di Mirta si fissano in un cerchio senza fine, in cui sono compresi gatti selvatici, berline nere, abiti bagnati, angeli bugiardi e donne striscianti. Un’overdose esasperante di ripetizioni.
Apprezzabile lo sforzo di avvicinarsi alle culture giovanili, sebbene le imprecisioni siano molte. Per esempio, non credo di aver mai visto una ‘alternativa’, una ‘dark lady’ andare in discoteca il venerdì sera con gli occhiali da sole a specchio. Ero convinta che le evitassero come la peste.
Contraddittoria anche la psicologia della protagonista: passa in maniera improvvisa dall’autocommiserazione all’orgoglio di sé per la maniera in cui è morta, tuttavia sempre convinta di ciò che pensa in proposito. Tali opinioni, tuttavia, potrebbero essere giustificate dal cambio di personalità di Mirta/Luna: ma allora perché, anche dopo che la seconda personalità ha preso il sopravvento, lei torna a pentirsi di ciò che ha fatto la sera della sua dipartita?
Un buon voto, tuttavia, va alla facilità di lettura. Il romanzo è scorrevole e non mancano gli spunti poetici, per quanto la forma di scrittura continui per me a costituire una fonte di interrogativi sul dove stia andando a finire la lingua italiana. Domande prive di punto interrogativo, congiunzioni seguite dal punto… fino ad arrivare anche un condizionale sbagliato.
Un horror vero, dunque.
Dove è la scrittura a fare davvero paura.

BUONA PASQUA A TUTTI! :)
Oh, lo so cosa state pensando. E' mezzanotte, non aggiorni il blog da secoli e ti metti a farlo proprio ora, con un trattato sulla Psicologia della Forma? Ma stai fuori?
Che poi cos'è 'sta Psicologia della Forma?!
Ecco. Bella domanda.
Un intero semestre passato a studiarla e ancora mi sto interrogando sulla sua reale utilità. Dunque... dicesi Teoria della Percezione e Psicologia della Forma quella materia che si occupa della percezione visiva e dei suoi effetti sulla psiche umana. O qualcosa del genere.
Molti sono gli autori che si sono occupati di queste problematiche fondamentali. Interrogativi che l'uomo comune non sarebbe mai stato in grado di risolvere, se non grazie all'aiuto di questi eminenti studiosi. Ma vediamo un po' a quali conclusioni sono giunti... con i relativi commenti, ovvio.
"Il campo dell'acustica, anche al di là del terreno delle melodie, abbonda in processi che resistono a qualunque spiegazione atomistica. Per esempio: sovente l'audizione radiofonica è disturbata incidentalmente (e oggi, dato l'eccesso di propaganda per radio, neanche tanto incidentalmente) da interferenze, al punto tale, che uno a malapena riesce a comprendere l'annunciatore. Si sente un chiasso infernale che costituisce lo sfondo acustico dal quale il contorno dell'audizione si stacca appena sufficientemente da permettere di afferrare ancora l'emissione. Bisogna essere proprio uno psicologo per apprezzare abbastanza questa straordinaria capacità funzionale del nostro orecchio".
David Katz, La Psicologia della Forma (1940 circa)
Giusto. Perchè io, da comune mortale, non posso stupirmi da sola del fatto che i miei organi sensitivi siano fortemente sviluppati. Eh, no. Ho bisogno dello psicologo. Ma andiamo avanti...
"Le incisioni su legno costituirono per la mentalità europea un principio quasi completamente nuovo di produzione meccanica. [...] A partire dal Rinascimento la tentazione della fedeltà meccanica ha sempre attirato l'arte europea, soprattutto la produzione di livello mediocre per il consumo della massa: con gli inizi della rivoluzione industriale, l'antico principio della "illusione" come ideale artistico diventò una calamità per il gusto popolare"
Rudolf Arnheim, Arte e Percezione Visiva (1970 circa)
...E con questo abbiamo buttato nel cesso tutti gli incisori ('produzione di livello mediocre per il consumo della massa'), i realisti, gli iperrealisti, buona parte del Rinascimento e anche dei fiamminghi. Complimentoni.
"Ci aspetteremmo, nella figura 169 (nel nostro caso quella a lato), che il cerchio racchiuso nel quadrato giacesse quale figura al di sopra del quadrato stesso, il quale a sua volta dovrebbe giacere sopra una superficie di fondo. Invece siamo portati a vedere una figura più stabile, un quadrato con un foro circolare iscritto. Questa circostanza sembra dovuta in sostanza ad un principio di economia secondo il quale il numero dei livelli di profondità in un dato pattern è quanto più limitato possibile a seconda delle circostanze. Se il cerchio producesse un disco che giace sopra il quadrato, ne risulterebbe una distribuzione a tre livelli, mentre il quadrato perforato crea in totale due livelli soli, il che ci lascia con un numero minore di piani, ossia con un pattern spazialmente più semplice. Ne concludiamo che quando la perforazione -l'interruzione- del quadrato è posta di fronte alla condizione d'una sistemazione a tre livelli, la prima rappresenta la soluzione più semplice" 
R.A., op. cit.
Sondaggio. Due domandine così. Prima: alzi la mano chi ha afferrato tutto il discorso senza rileggere almeno una frase due volte. Seconda: voi dovete fare un disegnino. Uno semplice, tipo quello della figura descritta. Un omino con le stecchette, ecco. Quanti di voi si sono applicati nel rapporto figura /sfondo che si viene a creare tra l'omino e il foglio?!
"La cupola di Michelangelo viene ad incarnare il paradosso dello spirito barocco in generale".
Wolfflin, in R.A., op. cit.
Sì, avete capito bene. Michelangelo Buonarroti. Sì, la cupola di San Pietro. E sì, ha detto Barocco. Quello che per secoli abbiamo creduto uno dei maestri del Rinascimento ha improvvisamente cambiato stile, dunque, mano ai libri di storia dell'arte! Tutti da rifare.
Conclusione: dicesi Teoria della Percezione e Psicologia della Forma quella materia universitaria assolutamente inutile, atta a giustificare, almeno fino agli anni '70, lo scempio dell'arte di cui possiamo godere ancora oggi nei musei, attraverso teorie psicologiche, spaziali e psicotiche della più pura inutilità.
Conclusione 2: all'esame ho preso 28/30. Alla faccia di Arnheim e di tutti gli altri.
Ciao, Guido. Come va?
Ciao, Serena! Tutto bene, grazie mille!
Fammi un breve riassunto della storia degli Assedium. Quando sei entrato nella band e come?
Sono entrato nella band fin dal primo momento, agli inizi del 2004. Mi ero appena trasferito a Milano per frequentare l'Università, e Drake entrò in contatto (attraverso Internet) con me, perchè entrambi volevamo formare una band epic heavy metal. Fu l'inizio di una lunga amicizia e della band.
Ci sono molti riferimenti letterari nei testi delle vostre canzoni. Quali sono i maggiori autori che hanno ispirato i vostri lavori?
Nel nostro primo album non ci sono così tanti riferimenti letterari... le fonti principali sono la Storia e la leggenda, quindi Omero e Virgilio dovrebbero essere nominati per primi. Robert Howard, Michael Moorcock e il maestro Howard Phillips Lovecraft sono sicuramente presenti qui, tra i grandi autori moderni, e si potrebbe dire qualcosa anche a proposito di Indro Montanelli, la cui "Storia di Roma" mi ispirò grandemente fin da bambino!
Il vostro primo album ha un sound simile a quello delle band anni '80. Quali sono le band che hanno influenzato gli Assedium?
Ce ne sono molte... più di quelle che ricordo, credo eh eh! Di sicuro l'ispirazione maggiore viene da band come Manowar, Manilla Road, Virgin Steele, Warlord, Omen e Cirith Ungol, i veri maestri dell'epic heavy metal, ma anche la scena dell'US metal è molto importante per il mio lavoro di chitarrista... specialmente Savatage, Fifth Angel, Vicious Rumors, Sanctuary, Crimson Glory e quel genere di bands (sai, sono un fan sfegatato del sound US metal!). Come chitarrista, sono influenzato dai lavori di Ross The Boss, Tony Iommi, Mark Shelton dei Manilla Road, Kenny Powell degli Omen e Vivian Campbell degli Dio. Potrei citare anche Black Sabbath, Deep Purple, Iron Maiden, Judas Priest, Dio, ma questo è abbastanza ovvio, no? Non puoi scrivere un libro senza conoscere la grammatica!
Secondo te esiste, al giorno d'oggi, una band che possa rappresentare l' "idea", il concetto di epic heavy metal?
Mmm... è una domanda difficile, perchè il concetto di epic heavy metal è una cosa propria degli anni '80. Esiste un numero di cose e fattori che puoi trovare solo nelle band anni '80... per esempio, quelli erano gli anni in cui film come "Conan il Barbaro", "Highlander", "Excalibur", "Legend" e "Clash Of The Titans" venivano girati! Epic HM non è una questione di Storia e leggende... è probabilmente la più primitiva forma di Heavy Metal! E' suonato da gente che ama combattimenti di spada, grandi mostri, eroi immortali e quel genere di cose... e probabilmente è quello che oggi manca. Sembrano tutti concentrati sul fatto di essere seri e letterati, dimenticando l'importanza delle emozioni. Se dovessi nominare una band che, invece, rappresenta al 100% cos'è l'epic metal, direi Slough Feg. Sono originali, semplici e genuini. Non parlano sempre di spade e scudi, ma anche di navi spaziali e uomini delle caverne (chi diavolo ha detto che QUELLO non è epic???), E sono decisamente la migliore band in America negli ultimi anni.

E tra le band che hanno ispirato gli Assedium?
Nessun dubbio, qui... MANOWAR. Erano la migliore band del mondo, tutto era perfetto... immaginario, musica, testi, spettacoli... cose poteva essere più epico? Niente al mondo, credo.
Cosa pensi del metal moderno?
Beh, niente di buono. "moderno" e "metal" sono due cose che, nella mia opinione, non possono esistere insieme. L'Heavy metal è morto, questo è il punto: se vuoi suonarlo oggi, devi riesumarlo dalla tomba. E' una specie di negromanzia, eh eh! Seriamente, amo tutte le band moderne che suonano come quelle di 20 anni fa: Holy Martyr, Slough Feg, Battle Ram, Doomsword, Hyades, Rain, Battleroar, Thunderstorm, Icarus Witch, Skullview... perchè se vuoi fare heavy metal, devi suonarlo alla maniera del vero metal. Se vuoi suonare qualcosa di nuovo e moderno, non suonare heavy metal. Semplice, no?
Che cosa puoi dire a proposito dei vostri concerti live?
Suonare dal vivo è il fine ultimo di ogni rock band, è fuori questione. Puoi arrangiare le melodie e i riff più belli del mondo, ma se li suoni dal vivo senza passione ed energia è solo una perdita di tempo. Come band, cerchiamo di dare del nostro meglio dal vivo, e si tratta più di coinvolgere la gente che di suonare senza errori... voglio dire, nessuno ti criticherà se non suoni la quindicesima nota del secondo assolo come in studio, ma se sembri stanco, confuso o noisio, la gente non è soddisfatta. Ed io voglio che la gente a cui piace la nostra musica sia soddisfatta al 100%!
Suonate spesso dal vivo?
Suoniamo ogni volta che ne abbiamo l'opportunità. La nostra casa discografica (My Graveyard Productions) ci propone molti show, e l'anno scorso abbiamo partecipato a molti bei concerti! Per prima cosa vorrei citare la volta in cui abbiamo suonato spalla a spalla con Omen, Sacred Steel e il Revenge Of True Metal Festival, che era uno spettacolo all'aria aperta che tutti abbiamo apprezzato, eccetto il nostro bassista Drake, che sfortunatamente era ammalato ed era è stato dovuto sostituire con un nostro amico.
Che mi dici a proposito dei paesi stranieri? Avete mai suonato fuori dall'Italia?
Nel Maggio del 2006 abbiamo suonato ad Atene, in Grecia, all'Up The Hammers. Si tratta probabilmente del più grande avvenimento nella storia degli Assedium... era la prima volta che suonavamo con Fils come cantante, la prima volta che suonavamo all'estero, la prima volta che vedevamo gente che conosceva le parole delle nostre canzoni... ci siamo sentiti al settimo cielo, davvero! Non potrò mai dimenticare quei giorni... La Grecia è fantastica, i metallari greci i più strani che abbia visto, e tutta la situazione ci ha ricordato che gli Assedium erano davvero qualcosa di buono. Speriamo di tornarvi presto!
So che avete suonato con band come gli Omen. Che cosa puoi dirmi di quest'esperienza?
E' un sogno che diventa realtà! Quando ascoltai gli Omen per la prima volta, credevo che non li avrei mai visti dal vivo, perchè erano vecchi e sconosciuti ai metallari. Mi sbagliavo, per fortuna... E suonare sullo stesso palco, bere insieme... beh, era molto più di quanto avrei mai potuto immaginare.
State già lavorando ad un nuovo album?
Certamente! Saremo in studio a Dicembre per registrare il nostro secondo lavoro... le canzoni sono tutte pronte, e penso che siano molto meglio del nostro materiale precedente. Più complesso e anche più coinvolgente, posso dire! Spero che voi tutti lo apprezzerete così come lo apprezzo io.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Siamo determinati a crescere come musicisti, e a continuare a suonare heavy metal fino alla tomba. Non c'è un progetto, davvero, gli Assedium sono nati dai nostri cuori, e i nostri cuori battono per il metal. Seguiteci semplicemente e vedete cosa possiamo fare!
Grazie per il tuo tempo, Guido. Hail!
Grazie per l'intervista, Serena. Spero che altri possano apprezzarla e dare una possibilità alla nostra musica! Hail a tutti, e arrivederci!
...Forget your sing a-longs and your lullabies
Surrender to the city of the fireflies
Dance to the devil in beat with the band
To hell with all of you hand in hand
But now its time to be gone...

(The March Of The Black Queen, Queen, 1974)